3) Pascal. Spirito di geometria e di finezza .
Presentiamo una serie di Pensieri su questo elemento fondamentale
della filosofia pascaliana. Questa distinzione fu il frutto
dell'assidua frequenza dell'ambiente libertino, che lo aiut a
capire quanto nel campo dell'umano lo spirito geometrico fosse
del tutto insufficiente. I due tipi di ragione sono messi a
confronto con equilibrio e precisione. I Pensieri sono indicati
secondo l'enumerazione data dall'edizione Serini e dall'edizione
Brunschwicg.
B. Pascal, Pensieri, S. e B. 1-4 (pagina 147).

1. Differenza tra lo spirito di geometria e lo spirito di finezza.
Nel primo i princip sono tangibili, ma lontani dal comune modo di
pensare, sicch si fa fatica a volger la mente verso di essi, per
mancanza di abitudine; ma, per poco che la si volga a essi, si
scorgono pienamente; e solo una mente affatto guasta pu ragionar
male sopra princip cos tangibili che  quasi impossibile che
sfuggano.
Nello spirito di finezza i princip sono, invece, nell'uso comune
e dinanzi agli occhi di tutti. Non occorre volgere il capo o farsi
violenza: basta aver buona vista, ma buona davvero, perch i
princip sono cos tenui e cos numerosi che  quasi impossibile
che non ne sfugga qualcuno. Ora, basta ometterne uno per cadere in
errore: occorre, pertanto, una vista molto limpida per scorgerli
tutti e una mente retta per non ragionare stortamente sopra
princip noti.
Tutti i geometri sarebbero, quindi, fini se avessero la vista
buona, giacch non ragionano falsamente sui princip che
conoscono; e gli spiriti fini sarebbero geometri se potessero
piegare lo sguardo verso i princip, a loro non familiari, della
geometria.
Se, dunque, certi spiriti fini non sono geometri,  perch sono
del tutto incapaci di volgersi verso i princip della geometria;
mentre la ragione per cui certi geometri difettano di finezza 
che non scorgono quel che sta dinanzi ai loro occhi e che, essendo
usi ai princip netti e tangibili della geometria, e a ragionare
solo dopo averli ben veduti e maneggiati, si perdono nelle cose in
cui ci vuol finezza, nelle quali i princip non si lascian
trattare nella stessa maniera. Infatti, esse si scorgono appena;
si sentono pi che non si vedano;  molto difficile farle sentire
a chi non le senta da s: sono talmente tenui e in cos gran
numero che occorre un senso molto perspicuo e molto delicato per
sentirle e per giudicarne poi in modo retto e giusto secondo tale
sentimento, senza poterle il pi delle volte dimostrare con ordine
rigoroso, come nella geometria, perch non se ne possiedono nella
stessa maniera i princip e volerlo fare sarebbe un'impresa senza
fine. Bisogna cogliere la cosa di primo acchito con un solo
sguardo, e non per progresso di ragionamento, almeno sino a un
certo punto. E cos  raro che i geometri siano spiriti fini e gli
spiriti fini geometri, perch i primi voglion trattare con metodo
geometrico le cose che esigon finezza, e cadono nel ridicolo
volendo cominciare dalle definizioni e poi dai princip: metodo
fuor di luogo in questa specie di ragionamento. Non che la mente
non lo faccia, ma lo fa in modo tacito, naturalmente e senz'arte,
perch l'espressione di esse eccede le umane capacit e pochi ne
possiedono il sentimento.
E gli spiriti fini, per contro, essendo usi a giudicare con una
sola occhiata, rimangon talmente stupiti quando si trovano di
fronte a proposizioni per loro incomprensibili, e alla cui
intelligenza si eccede solo attraverso definizioni e princip
sterilissimi, che essi non sono avvezzi a esaminare minutamente,
che se ne infastidiscono e se ne disgustano.
Ma gli spiriti falsi non sono mai n fini n geometrici.
I geometri che sono soltanto tali hanno, dunque, una mente retta,
purch ogni cosa venga loro spiegata bene, per mezzo di
definizioni e di princip: altrimenti sono falsi e insopportabili,
poich non sanno ragionare rettamente se non sopra princip ben
chiariti.
E gli spiriti fini che sono soltanto tali non posson avere tanta
pazienza da scendere sino ai primi princip delle cose speculative
e d'immaginazione, che non hanno mai incontrate nelle civili
conversazioni e che sono del tutto fuori dell'uso comune.

2. Varie specie di dirittura di mente: gli uni in un dato ordine
di cose, ma non negli altri, dove si smarriscono.
Gli uni deducono bene le conseguenze da pochi princip, e questa 
dirittura di mente.
Gli altri deducono bene le conseguenze delle cose in cui ci sono
molti princip.
Per esempio, gli uni comprendono a fondo i fenomeni dell'acqua, in
cui ci sono pochi princip, ma le conseguenze sono talmente
sottili che solo un'estrema dirittura di mente pu coglierle.
E costoro non sarebbero forse per questo grandi geometri, perch
la geometria comprende un gran numero di princip, e una mente pu
esser di tal natura da intendere a fondo pochi princip, ma non da
poter minimamente intendere le cose in cui ce ne sono molti.
Ci sono, dunque, due specie di spiriti: l'uno che ha il dono di
cogliere con vivezza e profondit le conseguenze dei princip, ed
 lo spirito di giustezza; l'altro, che ha il dono di comprendere
un gran numero di princip senza confonderli, ed  lo spirito di
geometria. L'uno  forza e dirittura di mente; l'altro, ampiezza
di mente. Ora, l'uno pu essere senza l'altro; perch la mente pu
essere vigorosa, ma limitata, e pu esser anche ampia, ma debole.

3. Coloro che sono avvezzi a giudicare con il sentimento non
intendon nulla nelle cose di ragionamento, perch vogliono capire
sbito d'un solo sguardo, e non sono avvezzi a cercare i princip.
E gli altri, per contro, che sono assuefatti a ragionare per
princip, non intendono nulla nelle cose di sentimento, perch vi
cercano i princip e non riescono a coglierli con una sola
occhiata.

4. Geometria, finezza. La vera eloquenza si beffa dell'eloquenza;
la vera morale, della morale: ossia, la morale del giudizio si
beffa della morale dell'intelletto - che  senza regole.
Poich al giudizio appartiene il sentimento, co come le scienze
appartengono all'intelletto. La finezza  propria del giudizio, la
geometria dell'intelletto.
Beffarsi della filosofia  filosofare davvero.
B. Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967,
pagine 5-8.
